Il Blog di Pipa, una mamma in evoluzione


14 Febbraio: San Valentino, la festa per chi ama

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Vi dico la verita'. Non ho mai festeggiato San Valentino. Fin da ragazzina ho sempre avuto avversione per queste feste comandate che celebravano l'amore.

Ho sempre pensato che l'amore si vive ogni giorno senza bisogno di gesti esteriori o parole sdolcinate.

A me piace scrivere dell'amore ma non lo so tanto esprimere a voce, complice anche la mia timidezza in questo campo. E comunque, una carezza, un abbraccio, uno sguardo parlano d'amore molto di piu' di tanti "Ti Amo".

Mi sento comunque molto romantica, perche' adoro quando la situazione si sposa con un sentimento.

Oggi pero' voglio dare importanza a questo giorno, perche' quest'anno mi sento piena di amore per la vita e per le persone. Il mio "valentine" (biglietto d'amore) di oggi e' cosi':

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Un uomo e una donna senza amore sono come un pallone abbandonato in uno specchio d'acqua.



Tu sei per me la casa che cercavo. Abbiamo unito i calici con il sorriso fresco e appassionato tipico dei giovani sposi, pieni di speranza e di fiducia nel nostro futuro.

Un giorno d'agosto siamo nati per la prima volta come genitori. Il nostro amore doveva diventare ancora piu' grande per superare la prova.

 



E cosi' e' stato. Tanti anni fa, conoscendoti appena, ti ho seguito in un viaggio in Sicilia. Mi sono detta: e' l'uomo della mia vita. A 23 anni si puo' sbagliare, ma siamo ancora qui. Ogni giorno insieme e' un regalo e una scelta. E i nostri figli sono sempre qui a ricordarcelo.


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Oggi celebriamo l'amore, per i nostri figli, per il nostro compagno, per i nostri amici.

L'amore di coppia non e' sempre idilliaco, e puo' anche finire, ma la capacita' di amare non si esaurisce mai.

Un augurio di cuore a chi ha gia' il suo amore, a chi lo sta aspettando e a chi lo ritrovera' anche se in questo momento non ci crede.

 


 


Una domenica alla Scuola Steineriana

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Oggi e’ lunedi’, la neve e’ ormai quasi sciolta. Mi sento un po’ svuotata. Il we e’ stato pieno di amici ma anche pieno di capricci.

 

 

 

Ieri abbiamo portato i bambini a vedere uno spettacolo di burattini alla Scuola Steineriana. Era la prima volta che la visitavo, e nonostante l’impressione sulla struttura non sia stata delle migliori (ma del resto si sa che a Milano per decidersi a rimettere in sesto i palazzi aspettano il piu’ possibile), ho sentito quell’atmosfera che mi ero sempre immaginata. Era la nona edizione del Festival del Teatrino, con varie rappresentazioni di burattini accompagnati da musica e parole e anche laboratori creativi.

Io e il piccolo abbiamo aspettato la fine dello spettacolo nell’asilo, una stanza tutta di legno piena di giochi di legno e con un lungo tavolo su cui disegnare, mangiare o semplicemente chiacchierare. Davide si e’ innamorato di un’anatra di legno con le ruote, fargliela lasciare li’ e’ stata dura. Anche noi abbiamo diversi giochi in legno a casa, il legno e’ caldo, liscio, naturale. 
Cosi’ come calda era la partecipazione, si capiva che genitori e insegnanti erano abituati a collaborare, a dedicarsi insieme alla scuola.

La pedagogia Waldorf di Rudolf Steiner si riassume in queste sue brevi parole: "Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa."

Il concetto e’ sviluppare le potenzialita’ di ogni bambino che vive profonde trasformazioni a ritmi di sette anni (infatti questa scuola e’ divisa in settennni).

Pensiero riflessivo, fantasia, creativita’, attivita’ motoria, agilita’ delle mani (dita e parola sono collegati) sono da conquistare in modo profondo, perche’ alla base di uno sviluppo armonioso dell’individuo e della sua maturita’ sia individuale che sociale.

Le tabelline vengono insegnate attraverso il ritmo, non ci sono voti e libri di testo.

E’ una scuola folle? Fa uscire dei “diversi” che fanno fatica a entrare nel mondo normale? Sinceramente non so rispondere, ma a me sembra proprio un metodo stupendo, centrato sul singolo bambino, attento a riconoscerne il talento e le potenzialita’. A me pare sia una scuola in cui si insegna a vivere, ad avere fiducia in se stessi, a sentirsi liberi dai condizionamenti, a sviluppare quell’autonomia necessaria a trovare la propria strada.

Se ti sei arricchito fin da piccolo, se ti e’ stato insegnato a capire il mondo e le persone, secondo me nella vita puoi fare qualsiasi cosa. Non e’ importante quante cose sai ma come sai vivere.

Al mio Apo farebbe tanto bene..lui e’ cosi’ riflessivo, ma cosi’ impacciato nei rapporti sociali. In questo periodo lo vedo molto sofferente. Ho chiesto alle sue maestre di aiutarmi a capire, ma non mi aspetto molto. Minimizzano i suoi sentimenti e reagiscono sulla difensiva per giustificarsi del fatto che non fanno caso a certi intrecci relazionali tra i bambini.

Meglio la scuola di quartiere (per di piu’ di fronte a casa) o meglio una scuola lontana ma davvero innovativa?

Qualche esperienza di scuola steineriana dalle elementari in poi?

 


Crescere con la musica...La nostra esperta Federica ne parla su La7d oggi, 8 Febbraio, alle 17,40 (e anche io tra le mamme forum)

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Se penso a quanto la musica ha riempito la mia vita...

Non vi capita di ripensare a momenti importanti del vostro passato e di associarli ad una canzone? A me succede spesso, e in quei momenti, tempo permettendo, cerco di riascoltare vecchie compilation magari create insieme a vecchi cari amici.

La musica ha un collegamento diretto anche con lo stato d’animo. Un mio amico ne parla QUI, analizzando “Your playlist can change your life”, il saggio di tre noti psichiatri.

E poi, quando si ha la fortuna di entrare in modo attivo nella musica, mettendosi a suonare uno strumento, si accede a un mondo affascinante, fatto di scoperte, soddisfazioni, insegnamenti.  Si impara, infatti, che la musica e’ disciplina, concentrazione, amore. Si sperimenta la capacita’ di donare emozioni e riceverne altrettante. Uno mondo parallelo, insomma, che per alcuni diventa lavoro, vita.

Per me e’ inevitabile offrire ai miei figli la possibilita’ di conoscere questo mondo. I bambini adorano la musica fin da piccoli, iniziano a ballare e a muoversi molto presto. E’ come se fossero pronti a imparare un altro linguaggio, quello dei suoni, del ritmo.

Ed infatti, i neonati ricercano anche fuori dalla pancia il battito del cuore della mamma, quella dolce melodia, o meglio, dolce tamburo che li ha accompagnati per ben nove mesi.

Il mio secondogenito, fin da quando era in grembo, ha vissuto la musica anche attraverso il mio canto, e ora rimane assorto ad ascoltare quegli stessi brani. In macchina, se piange o e’ nervoso, si calma immediatamente alle prime note di un cd di chitarra classica (il mio strumento).

Oggi pomeriggio su LA7d alle 17,40, all’interno della trasmissione “Mamma mia che settimana”, sara’ ospite Federica Braga, la nostra esperta di WhyMum e anche io saro’ presente tra le mamme che portano la loro esperienza :).

Federica parlera’ dell’Aigam, l’Associazione Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale che organizza i famosi corsi di musicainfasce® (che frequentero’, tra l’altro, da domani con il mio piccolo e di cui avro’ modo di raccontarvi meglio).

Se accostati alla musica da piccoli, e se affidati nelle mani giuste, i nostri figli potrebbero ricevere in regalo una passione che dura tutta la vita. Non cerchiamo, pero’, per forza il talento, ascoltiamo i desideri e le inclinazioni del bambino in modo libero, senza proiettare le nostre aspettative.  Laddove il talento ci sia, certo andra’ riconosciuto e supportato. Io non sono mai, pero’, per ingabbiare un bambino in un futuro obbligato. Dovra’ sempre essere lui a sceglierlo.


7 Febbraio: Safer Internet Day

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E' normale e giusto che nel mondo di oggi cosi' digitalizzato sia stato istituito un giorno ufficiale in cui discutere e riflettere sulla sicurezza di Internet per ragazzi e bambini.

E' un'iniziativa della Comunita' Europea e in Italia e' supportata da Save The Children e Adiconsum.

Il tema di questo giorno e': "Connettere le generazioni educandosi a vicenda: insieme, per un mondo digitale più sicuro".

Si organizano workshop e incontri anche nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sui pericoli della rete.

Oggi, per esempio, Facebook e' popolato da ragazzini anche piu' piccoli di 13 anni.

Pensiamo alle potenzialita' di Internet, a tutto quello che abbiamo guadagnato da quando c'e', all'immenso sapere a cui si puo' accedere e pensiamo pero' anche al negativo: social network dallo stile di comunicazione povero e asettico, che assorbono il tempo dei nostri figli impoverendolo e allontandoli dalla realta'. 

Sta a noi aiutarli a trovare il meglio nel mondo digitale, e per questo dobbiamo conoscerlo molto bene! e non eliminarlo semplicemente dalla nostra e dalla loro vita.

I miei figli vivono in mezzo ai computer e a mille altri strumenti connessi in rete. So che mi scontrero' con tutto questo molto presto, perche' per loro, come a tutti i loro coetanei, e' facilissimo imparare ad usare le nuove tecnologie. Mio figlio di 17 mesi naviga in scioltezza sull'ipad e su youtube, dove sceglie i video delle canzoni che gli piacciono.

Fa parte del loro mondo, ma noi dobbiamo essere li' accanto. Una volta mi e' capitato di distrarmi un attimo e in quell'attimo lui aveva aperto un video che sembrava di un cartone animato e invece era stato doppiato in modo volgare. E su youtube non si puo' cancellare dalla history solo un video, bisogna cancellarli tutti. Ancora molte accortezze mancano. Anche su Facebook, per esempio, fanno spesso fatica gli adulti a capire come settare regole di privacy piu' sicure...ai ragazzi vanno insegnate anche queste cose.

E noi genitori dobbiamo controllare condividendo.


Lo spettro dell'obesita' infantile: prevenzione e abitudini da correggere

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Qualche giorno fa alla visita di controllo dal pediatra, mio figlio a 5 anni e mezzo e' risultato ai limiti dell'obesita'. Poi mi sono informata bene e ho capito che il dottore parlava di "obesita' viscerale o centrale".

Ha infatti utilizzato un indice innovativo di controllo della forma fisica che e' il:

WHER (Waist to Height Ratio) = rapporto tra circonferenza addominale e altezza.

Rispetto al caro vecchio indice BMI (Body Mass Index), che e’ il rapporto tra il peso (in Kg) e il quadrato dell'altezza (in metri), il WHER e' molto piu' utile per capire la distribuzione della massa grassa nel punto piu' pericoloso: la pancia.

Il BMI, per esempio, misurando di fatto anche la massa muscolare, puo' dare spesso indicazioni sbagliate. Si pensi a un culturista, risultera' obeso, quando in realta' non ha bisogno di nessuna dieta, anzi (seppur abbia un fisico di sicuro diverso da quello di una persona normale).

L'obesita' viscerale determinata dal WHER e' la piu' pericolosa. Se l’indice e’ maggiore di 0,5 vuol dire che il grasso accumulato sulla pancia e' rischioso (e’ questo che rilascia gli acidi grassi liberi nel sangue che possono provocare malattie metaboliche e anche cardiovascolari)

Vi assicuro che mio figlio non e' grasso a vedersi, sembra in perfetta forma, e' parecchio alto anche. Pero' ha la pancetta (come il suo papa' del resto :) ). Sembra un po' il simbolo dei bambini di oggi: vita sedentaria, scarsa varieta' di alimentazione....uguale: pancetta.

Fino all'anno scorso era perfino troppo magro, ma poi intorno ai 5 anni, complice forse anche una crescita improvvisa molto forte e finalmente una pausa dai malanni continui dell'anno scorso, la forma e’ cambiata.

Ho scritto questo post per parlare con voi di attenzione al corpo. Io non guardo mai il lato estetico, la mia prima preoccupazione e' sempre la salute. Solo che, convincere a cambiare abitudini alimentari un bambino come Apo, per il quale ogni novita' e' un mostro con cui combattere, e' un incubo. In 4 anni non ce l'ho fatta ma ora e' una necessita'. Sperando pero' che non inizi a vedere il cibo come un pericolo.

Molti bambini oggi stanno tanto davanti alla televisione e giocano molto al computer; si tende a portarli a scuola in macchina, e a far fare loro sport solo una volta alla settimana. Queste abitudini sono amiche dell'obesita' infantile. E’ evidente che tutto dipende dai noi genitori.

Per sentirci meno in colpa, pero', voglio mettere in evidenza che:

  • Vivere in una citta' come Milano con il suo clima schifoso non aiuta
  • Gli sport non sono sempre accessibili; se la mamma lavora, chi porta il bambino tutti i giorni a fare sport? Per non parlare del costo.....non tutti i Comuni curano questo aspetto nei loro programmi per il tempo libero.
  • Le maestre ti dicono: "ma signora non faccia fare tutto questo sport a suo figlio, e' ancora piccolo! gia' l'asilo e' stressante, e' normale che dopo lui voglia solo andare a casa"
  • Gia' alla materna li tengono ingabbiati su una sedia. A parte i pochi minuti di intervallo, stanno per lo piu' seduti. Va bene imparare la disciplina, ma almeno all'asilo dovrebbero avere piu' occasione di correre e muoversi (pensate che nella scuola di mio figlio c'e' un giardino bellissimo dove non si puo' nemmeno stare alla fine delle lezioni).
  • Quando esce dall'asilo mio figlio e' un lupo affamato. Si sbranerebbe di tutto.


Ma non ci sono scuse. Qualcosa dobbiamo fare per la salute dei nostri figli: ecco la mia lista.

  • Attenzione all'alimentazione. Niente merendine, al limite giusto una a colazione (noi continuiamo con i nostri 2 plumcake). Piu' frutta e soprattutto verdura che saziano ma fanno bene (stando attenti pero' a non esagerare con la frutta per gli zuccheri). Porzioni minori di pasta; sempre meglio proporre primo e secondo in piccole quantita'.
  • Evitare di prendere l'ascensore (io sono al sesto piano, ma fa bene anche a me :) )
  • andare e tornare da scuola a piedi (magari non con -10 come in questi giorni :) )
  • iscriverlo a corsi sportivi almeno 2/3 volte a settimana (lui fa nuoto, judo e atletica, ma quasi mai va a tutti e 3 perche' o e' malato o non ha voglia e non c'e' verso di convincerlo. Ci impegneremo di piu'.)
  • I giorni in cui non fa sport farlo giocare correndo almeno un’ora al giorno (o camminata spedita)
  • tenerlo poco davanti alla tv e al computer (una lotta continua per me, con uno come lui super casalingo, soprattutto durante il nostro nebbioso e freddo inverno).
  • non farlo mangiare davanti alla TV (mai fatto, per fortuna)


Il pediatra non l'ha messo veramente a dieta, ma ha detto che nei prossimi 3 mesi non deve prendere un etto. Speriamo di farcela.

E voi? Esperienze simili?


I freddi giorni della Merla

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Il 29, 30, 31 Gennaio sono i giorni della Merla, i giorni piu’ freddi dell’anno.

Ci sono tante leggende che spiegano il perche’ di questa definizione.
Una delle piu’ belle, racconta di una Merla che per liberarsi dalle persecuzioni di Gennaio (che aveva 28 giorni) decise si ritirarsi in una tana per tutto il mese. Il 28 usci’ felice dal suo nascondiglio pensando di aver finalmente sconfitto il suo avversario. Ma Gennaio si arrabbio’ cosi’ tanto che decise di prendere in prestito 3 giorni a Febbraio e inizio’ a scatenare freddo, gelo, bufere varie sulla terra. Superati i 3 giorni terribili nascosta in un camino, la Merla si ritrovo’ sana e salva ma tutta nera per la caligine. Da allora in poi i merli furono neri (www.wikipedia.it).


Inoltre, la leggenda narra che se i giorni della Merla sono molto freddi, si sara’ una bellissima primavera. Ce lo auguriamo tutti, ma intanto ci godiamo lo spettacolo di bianco che i bambini sanno apprezzare cosi’ tanto.


Un disagio che una volta ogni tanto ci costringe a fermarci un po’, ad alleggerirci, a divertirci con le piccole cose. Noi ci siamo vestiti da sci e abbiamo aprofittato del manto nevoso intonso sotto casa.

 

 

 

 

Chissa’ perche’ piace cosi’ tanto ai piccoli.....

Forse perche’ e’ morbida, soffice, si puo’ modellare.

Forse perche' diventa un pupazzo, ricopre una panchina, illumina la notte, fa chiudere le scuole.

Forse perche' fa sprofondare, avvolge ma non bagna, cancella i colori, porta il silenzio.

 

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